venerdì 30 maggio 2008

Malo: Alessandro Dell'Acqua

Confermate ufficialmente le indiscrezioni che si sono susseguite nelle scorse settimane: sarà Alessandro Dell´Acqua il nuovo Direttore Creativo di Malo.

Dell´Acqua prenderà dunque il posto lasciato vacante da Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi, i quali, dopo alcune stagioni di grande successo nel corso delle quali hanno riportato Malo ai vertici del fashion system internazionale, sono stati chiamati alla direzione creativa del pret-à-porter femminile della Gianfranco Ferré.
L´esordio di Dell´Acqua nel nuovo incarico coinciderà con la presentazione della collezione PE2009, che sfilerà a settembre, verosimilmente a Milano.
Vittorio Notarpietro, amministratore delegato di Malo (marchio che, come Ferrè, ricordiamo, fa parte del gruppo IT Holding) ha dichiarato: "Alessandro Dell´Acqua rappresenta una garanzia di continuità e coerenza rispetto ai valori e codici che da sempre contraddistinguono l´esclusività del nostro brand".

(qui di seguito alcuni modelli della collezione P/S 08 ideati dal duo Aquilano/Rimondi per Malo)
Lo stilista napoletano si è invece dichiarato "lusigato della fiducia che mi è stata accordata con questo incarico. Credo fortemente nel progetto Malo e sono felice di contribuirvi con la mia esperienza e il mio lavoro".

Personalemnte a me lo stile e la grazia degli abiti di Dell'Acqua piace molto, e qui, vediamo un esempio del perfetto connubio tra strutturalismi orientali e piglio tutto occidentale che è riuscito ad infondere alla collezione estiva del brand che porta il suo stesso nome.
Quindi, facciamo un grosso in boccal lupo ad Alessandro dell'Acqua e al duo Aquilano/Rimondi per le loro nuove, rispettive avventure....

Hermes, cravatta "porta- preservativo"

Una cravatta contro l'Aids, 'Life in a pocket' ('La vita in una tasca'), e' l'iniziativa di Hermes per la lotta contro la malattia.

La cravatta, in seta, disegnata da Veronique Nichanian(direttrice creativa della linea maschile di Hermes), e' dotata di una taschina segreta 'porta-preservativo' nel risvolto interno e di un nastrino rosso che riproduce il simbolo della lotta contro l'aids.

Una parte del ricavato delle vendite di 'Life in a pocket' andra' all'associazione per la lotta contro l'Aids, Sidaction.

mariah carey pelata/bald

non sarà un viedo art....però quanto è affascinante, dissacrante e divertente questo video?

pere tutti i photoshop dipendenti come me....

NIP AND TUCK AND ART

Il cane di Marco Carta

Guardate questo video. Siccome è molto lungo cominciate da 2 minuti e 13 secondi, da quando la nonna di Marco Carta comincia a parlare. L'atmosfera è pregna di sentimento, il ricordo della madre che ormai non c'è più, i ricordi lontani dei giorni passati. La nonna ha un cagnolino sulle gambe... sentite il verso che fa quando lei gli prende la zampetta agitandogliela a mò di saluto per il nipote. Io sono letteralmente morto di risate. In un contesto del genere, straziante, il cagnolino ne esce fuori come una vera e capricciosa star.

mercoledì 28 maggio 2008

Moda e arte

Da molto tempo stilisti e personaggi dello spettacolo propongono piccole collezioni attraverso dei conosciutissimi marchi low cost: Zara, H & M, Mango, e molti altri. E per loro: Madonna, Kate Moss, Cavalli, Stella McCartney. E di quest'ultima questo meraviglioso spot, dove incontriamo la bellissima Maria Carla Boscono con tutto il suo applombe da supermodella carismatica e sensuale. Bello bello bello!

Philips Satinelle

Questa la versione italiana ridotta....andata addirittura sulla bigottissima canale cinque...

Philips Satinelle

E chi se lo aspettava dalla Philips?
davvero carino, dolce, azzeccato e per nulla scabroso....
certo, su canale cinque è stato opportunamente tagliato e, in una versione, doppiato da una donna...

l'italia è sempre anni luce piu in la....in la....in la.....

Giusy - X Factor 27.5.08 - Non ti scordar mai di me

daiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii....
ha vinto giusyyyyyyyyyy...

o almeno per noi è cosi!!!!!!

lunedì 26 maggio 2008

Ricordi datati 1997

Ma ve la ricordate? Io più la guardo più mi viene da ridere.
Tutta la scena rasenta il ridicolo, il trash e il luogo comune che più comune non c'è. Ricordo che tempo fa era di grande effetto... lui che "mozzica" un povero polipo, lei che lo guarda del tutto disinteressata, prigioniera dei suoi capelli crespi... e lui alla fine che annusa il reggiseno di lei. Di cosa vuoi che profumi? Di capezzolo ovviamente! Ora come ora la Bellucci and Co, così, come in queste immagini, mi stanno facendo morire dalle risate!

Caligula

Nel 1976 Tinto Brass realizzò un film visionario, estremo, hard e provocatorio (per i tempi): Io, Caligola, opera che ha attraversato mille controversie. Gore Vidal, co-sceneggiatore insieme a Masolino D’Amico, rinnegò l’opera.
Il film fu censurato e attaccato ferocemente; fu proiettato alla fine degli anni settanta, quindi tolto dal mercato e rimontato nel 1984. Il risultato è che oggi Io Caligola sembra essere un film in cerca d’autore poiché lo stesso Brass ha voluto che nei titoli di testa comparisse la scritta "riprese di Tinto Brass", e non regia.
Questo, dunque, è stato il destino, non cercato, di un lavoro costruito su grandi intuizioni visuali ma costretto a un percorso difficilissimo che paradossalemente l’ha reso un vero e proprio film di culto.

Non è un caso che un artista come Francesco Vezzoli, particolarmente sensibile all’arte cinematografica, abbia pensato di edificare la sua più recente fatica creativa proprio intorno al progetto di Brass-Vidal, così maltrattato da censori e controllori di tutti i generi.

L’opera in questione è stata presentata alla 51° edizione della Biennale di Venezia(2005). Il titolo è emblematico:

Trailer for the remake of Gore Vidal’s Caligola.

Si tratta di un trailer pensato per un ipotetico rifacimento di un film che è stato mitizzato proprio dall’ossessione catto-borghese nei confronti del sesso, e soprattutto della fruizione visiva del sesso.

Vezzoli ha compiuto un’operazione espressiva di notevole acutezza. Infatti, ha girato un trailer di un lungometraggio che, forse, non si farà mai, confezionando tale prodotto audiovisivo con una professionalità assoluta e in perfetto stile hollywoodiano.

Questo lavoro possiede però una tale forza formale e comunicativa che si pone al di là della sua ipotetica funzione, esattamente come i trailer delle pellicole veramente realizzate.

Questo "gioco" stimola in noi molte domande. Che rapporto esiste realmente tra un film e il suo trailer?

Quali sono i meccanismi promozionali tipici della comunicazione pubblicitaria cinematografica? I trailer sono opere autonome?
Ed ancora: i trailer cinematografici non rispecchiano forse in maniera dilatata ed estrema i metodi dell’informazione e della comunicazione utilizzati dai mass media?
Probabilmente tali quesiti contengono già le relative risposte.

Il merito di Vezzoli sta nell’aver saputo articolare questo complesso discorso creando un sistema di comunicazione perfettamente in linea con Hollywood, con i suoi schemi e la sua rigida e involontaria comicità.

In Trailer for the remake of Gore Vidal’s Caligola compaiono star del momento come Milla Jovovich, Helen Mirren, Benicio del Toro e Courtney Love, attrici del passato come Barbara Bouchet e una delle interpreti del film di Brass: Adriana Asti.

Il set è quello di una grande villa ultra kitsch di Hollywood, mentre lo stile visuale è elefantiaco e volutamente tronfio.
La voce fuori campo, decisamente stentorea, propone un crescendo ironico sul tema della sensualità/sessualità mentre scorrono sequenze porno ispirate alle orge visionarie brassiane.

Da notare inoltre che i costumi sono stati creati da Donatella Versace.

L’opera di Francesco Vezzoli, come prevedibile, sta generando qualche polemica non tanto per le scene esplicite di sesso quanto piuttosto per l’apparizione verso la fine dell’immagine di Benedetto XVI.

La sua è una scelta chiara: dare un senso "politico" e contemporaneo alla sua opera, operando nell’ambito di un contesto formale, estetico e narrativo determinato da un pensiero, e non in modo banalmente provocatorio e vacuamente offensivo. Siamo, in sostanza, nel campo dell’espressione artistica, un campo per sua natura libero e privo di condizionamenti. E speriamo che ciò venga compreso.

Uno dei più interessanti artisti contemporanei italiani....da tenere sott'occhio...

The Ting Tings - That's Not My Name

in inghilterra, hanno scalzato La material Girl con il suo super singolo 4 minutes e sono al numero 1 nelle classifiche....
magari scalano anche da noi...
a me piacciono da morire....very fresh, very cool...
solo in inghilterra sfornano cose di questo genere:
un beat costante, marcato that sounds so '60,
una voce chiara e secca che sembra quasi fare da contro tempo alla batteria, e una melodia ripetitiva, quasi robotica e vicinissima alle canzoncine per bambini...
insomma, il pezzo giusto per muovere il piedino a tempo in spiaggia...

sabato 24 maggio 2008

Lusso, moda ed ecologia.

Originari del Triveneto, i Loro Piana sono nel commercio dei panni di lana sin dall’inizio dell’Ottocento.
Nella seconda metà del secolo la famiglia si trasferisce in Valsesia e fonda il Lanificio F.lli Lora e Compagnia, seguito nei primi anni del Novecento dal Lanificio di Quarona di Zignone & C.

L’attuale società – Ing. Loro Piana & C. – nasce nel 1924 ad opera di Pietro Loro Piana, a cui succede nel dopoguerra il nipote Franco. Grazie a lui l’azienda conosce l’amore per il cashmere e la dedizione alla qualità e rapidamente s’impone sui mercati dell’alta moda internazionale.
Nei primi anni ’70 entrano in azienda i figli Sergio e Pier Luigi, che ne continuano l’opera, portando l’azienda ai vertici mondiali del settore.

Negli anni ottanta, Franco Loro Piana, durante un viaggio sulle Ande, in Perù, entra in contatto con una antica cultura locale: l'allevamento delle vigogne per la produzione di lane pregiate.

La vigogna (Vicugna vicugna) è un camelide che vive sulle Ande. La lana della vigogna veniva utilizzata dagli antichi inca per tessere le vesti del re (ai sudditi era infatti proibito indossare indumenti fabbricati con questa particolare lana). Fu proprio per questo che, esattamente come accade oggi, anche ai tempi degli inca la vigogna era un animale protetto.




È un animale più grazioso del lama; per la mole sta fra il lama e l'alpaca, ma si distingue dall'uno e dall'altra per la lana più breve e più increspata, che è di una finezza eccezionale. Il cranio e la parte superiore del collo, il dorso e le cosce sono di un colore speciale giallo-rossiccio (color vigogna), la parte inferiore del collo e quella interna delle zampe sono d'un giallo d'ocra chiaro; i peli lunghissimi del petto e del ventre sono bianchi, ed hanno 13 centimetri di lunghezza.

La "caccia rituale" della vigogna non mise mai in pericolo la sopravvivenza della vigogna, come invece successe nel periodo successivo. Infatti, i conquistadores spagnoli cacciarono con intensità la vigogna e già nel 1553 Pedro Cleza de Leon, un cronista spagnolo, notava una fortissima riduzione della vigogna in tutto il territorio andino. Nel 1777 un decreto reale (Reál Cédula), vietò alle popolazioni indigene di uccidere l'animale permettendone soltanto la tosatura alla presenza di un giudice nominato dall'amministrazione coloniale. Perfino Simon Bolivar, governatore del Perù, nel 1825 emise due decreti che vietavano la caccia alla vigogna, decimata dai bracconieri.

Nonostante questi provvedimenti, negli anni sessanta del ventesimo secolo, in Perù non rimasero in vita che 5.000 esemplari del piccolo "cammello delle Ande". Nel 1969 l'IUCN decise di iscriverlo nella lista delle specie a rischio e nel 1976 a Washington la CITES, la convenzione internazionale dell'Onu che regola il commercio di animali e piante in pericolo, decretò la fine di ogni forma di sfruttamento per la vigogna, inserendola nell'Appendice I che auspica per una specie il massimo grado di protezione.

Oggi, buone notizie per la sopravvivenza della specie vengono proprio dall'Italia. La famiglia Loro Piana, che da circa venti anni ha iniziato la produzione di capi di abbigliamento realizzati col rarissimo filato, ha acquistato in perù una tenuta di circa ventimila ettari da utilizzare per l'allevamento delle vigogne. Gli animali, da quando la famiglia italiana ha rivolto le sue attenzioni alla lana del camelide andino, sono passati da 5000 a 150.000 esemplari e Pier Luigi Loro Piana conta di farli arrivare a un milione tra qualche anno. Da una vigogna adulta si ottengono 120 grammi di pelo ogni due anni e per ottenere un cappotto devono utilizzarsi le tosature di almeno 30 animali. L'allevamento avviene in pieno accordo con le popolazioni locali di campesinos che sono stati, tra l'altro, istruiti dai tecnici italiani a utilizzare metodi di tosatura rispettosi della delicatezza del vello e della salute dell'animale.

Un capo di lana di vigogna ha prezzi medi di circa dieci volte quelli dei più pregiati capi di cashmere e un cappotto può costare anche diverse decine di migliaia di euro.

mercoledì 21 maggio 2008

Brian Mcknight back at one

Tony Maiello, il ragazzo con la faccia giusta concorrente di Xfactor, l'ha preso come suo idolo e come modello massimo di tecnica vocale...
noi non possiamo fare altro che prenderne atto...e condividere...ASSOLUTAMENTE SI!!
Brian è davvero molto bravo....e anche carino(che, come dice la Ventura, non guasta !!!)

Il sogno Fendi!

Dopo il post a difesa degli animali e contro l'uso delle pellicce parlare della Maison Fendi, marchio storico della pellicceria, può sembrare abbastanza inappropriato. Beh, si, abbastanza... ma parlerò solo della collezione in corso.

Il cerchio è il motivo cardine che Karl Lagerfeld e Silvia Venturini Fendi hanno scelto per la woman spring-summer collection 2008 della maison Fendi, a detta di molti una delle più belle ed interessanti della stagione.
Anelli, cerchi e spirali colorano abiti dai tessuti leggerissimi dalle linee anni ’50 e ’70. Meravigliosa. Una delle più belle che abbia mai visto!
Tra gli abiti ne spiccano di lunghi di canvas, tagliati come fossero trench smanicati o a fungo con gonna a ruota sorretta da tulle. Il capo cult è uno stupendo giacchino da sera ad effetto rete di suede, decorato da boccioli di pelliccia ( ops! faccio finta di non aver visto nulla )



Tra gli accessori spicca la borsa Baguette che festeggia i suoi primi 10 anni. La maison decide quindi di celebrarla proponendola in versione maxi: di pelle sfumata da un lato e pelle invecchiata dall’altro, la baguette è piegata morbidamente come una cartella e può essere portata a bandoliera. Per la sera, invece, lo stesso modello si fa piccolo ed è decorato con maxi gocce di colore.
Sempre nel reparto accessori da notare gli alti sandali con tacco a catena che slanciano la figura e le cinture con fibbie di lapislazzuli, malachite e turchesi che ricordano i quadri di Mondrian.

Interessantissima, fresca, dinamica... leggera questa sfilata ( meraviglioso l'abito giallo, dal tessuto a coda d'aragosta, indossato da Jessica Stam )... Che se avessi la possibilità un capo lo comprerei ( ovviamente per metterlo in una teca ).

martedì 20 maggio 2008

Jil Sander

Una delle proposte migliori per la prossima estate...

Manuale contro un delitto


Guillermo Vargas un artista del Costarica, in una mostra svoltasi di recente a Managua (Nicaragua), ha esposto un cane randagio vivo, legato con una catena e lo ha lasciato morire di fame e di sete. L’opera era proprio questa: l’agonia della povera bestia.
Al di sopra una scritta in spagnolo fatta di crocchette che recitava: “Sei quello che leggi”.Durante la mostra chi ha tentato di avvicinarsi all’animale è stato allontanato in malo modo dal sedicente artista e dal personale. Sul sito di Oipa Italia ci sono altre immagini, altri dettagli e la possibilità di firmare una petizione contro questi abusi sugli animali. Un’opera del genere ripropone in modo evidente il problema del limite dell'arte.

Ma la gente quanto fa schifo? Perchè un gesto efferato, un omicidio, deve essere sempre mascherato sotto un altro nome... moda, arte, caccia (clicca qui per il video documento).
Diamo un nome alle cose.. così come esse si presentano.
Perchè se un cane uccide un uomo è ferocia..se un uomo uccide un cane è caccia.. arte!
Cosa centra quest'animale con te? Con la tua voglia di ammazzare per puro divertimento, con il tuo borioso desiderio di apparire bello e alla moda, con la tua arte spicciola, da quattro soldi... cosa centra?NON RIMANIAMO INSENSIBILI DI FRONTE A TUTTO QUESTO!
Oipa Italia Onlus (visita il sito) difende gli animali da questo e molto altro ancora!
Possiamo dare una mano... tutti noi. E non per forza c'è bisogno di soldi.
Basta solo un pò di amore e un minimo di impegno.
E' un nostro dovere... ed è un loro diritto



La Sagrada Familia è abusiva.



La settimana scorsa ho partecipato ad un convegno nazionale: Arte e Liturgia. Il convegno, voluto dall'Accademia di Belle Arti Lecce, vantava partecipazioni importanti come quella di Stefano Zecchi, Etsuro Sotoo e molti altri ancora.
Chi è Etsuro Sotoo? Uno scultore giapponese che lavora al cantiere della Sagrada Familia da più di vent’anni. Diciamo l'erede preposto al completamento dell'opera maestosa voluta da Gaudì li a Barcellona. Bellissimo il suo intervento... forte di tutta l'esperienza e la sensibilità artistica che lo ha accompagnato in questo nobile lavoro di artista e costruttore.
Si si... ma la Sagrada Familia è abusiva!

Sono passati 125 anni da quando Antoni Gaudì iniziò a Barcellona la costruzione della sua Sagrada Familia, forse l’opera architettonica più famosa al mondo, nonostante sia completa solo per il 55%.

A recriminare la mancanza di autorizzazioni e concessioni urbanistiche è stato il municipio di Barcellona, coinvolto in una vertenza con il Patronato della Sagrada Familia per la realizzazione di un tunnel della linea ferroviaria ad alta velocità previsto nei pressi della basilica. Il maestoso progetto di Gaudì non correrebbe comunque rischi, come assicura il presidente del Patronato, Joan Rigol, poichè, come riportò il Corriere della Sera ai tempi dell'architetto catalano:


"la competenza amministrativa spettava a Sant Martì de Provençals, all’epoca ancora non unita a Barcellona: i lavori dunque iniziarono in perfetta legalità e, non avendo gli uffici della capitale catalana obiettato nulla finora, un secolo di silenzio-assenso può essere considerato più che sufficiente dai costruttori".

Bert Simons vi clona con la carta


Volete clonare voi stessi o i vostri amici con la carta e in versione 3d?

Chiedere di Bert Simons!

Grafico e designer olandese, vi spiega come fare.

Partendo da un reticolo 3d di base e realizzando un calco in creta, Simons adatta frammenti di fotografie del soggetto alla struttura precedentemente ottenuta. Questo in termini spiccioli.

Certo, non è il modo più semplice per fare un ritratto ma i risultati sono d’effetto. Dimenticavo, a meno che non conosciate l’olandese il curriculum online di Simons vi risulterà un po’ ostico.

lunedì 19 maggio 2008

Chi canta chi?

La meravigliosa Roberta Faccani dei Matia bazar che scherza con Mina!
Che poi alla fine con le voci siamo lì!
Bravissima!


Dave Davrie e gli artisti in erba

Prendete i disegni di un bambino, le doti tecniche di un illustratore e avrete un risultato buffo e inquietante. E’ quello che ha fatto Dave Devrie, che all’età di 33 anni e osservando i disegni abitati da mostri, frutto della fantasia della sua nipotina di 7, ha pensato di riproporli fondendo la creatività spontanea dell’infanzia con la propria esperienza di adulto.

The Monster Engine, così si chiama il progetto, è nato per essere un libro e una mostra, cui dovrebbero far seguito altre serie sempre legate ai disegni infantili ma dedicati di volta in volta a temi specifici.

I soggetti di questo primo lavoro (che in realtà risale a qualche anno fa) sono, appunto, mostri disegnati da bambini, proiettati da Devrie su una superficie in modo tale da poterne copiare i contorni e, infine, dipinti con acrilici, aerografo e matite colorate.


domenica 18 maggio 2008

La presidente o la presidentessa?

Per la prima volta nella sua storia, la fiorentina Accademia della Crusca, baluardo della purezza linguistica, ha nominato un donna Presidente: Nicoletta Maraschio. La professoressa Maraschio ha chiaramente dichiarato che intende declinare il suo titolo come "la Presidente", nè Presidenta, nè Presidentessa. Il linguaggio ha una sua coerenza e le sue regole ed esse vanno rispettate. Altre lingue sono più malleabili, più aperte alle evoluzioni della società. La lingua italiana è rigida proprio come la società alla quale dà voce. "Anche da noi l'Accademia ha già preso posizione da tempo sul tema. In passato, i titoli professionali erano declinati al femminile solo per i lavori più umili". C'era il sarto e la sarta, il contadino e la contadina, il tessitore e la tessitrice, ma non c'era la leguleia o la notaia o la giudicessa. "Oggi, invece, bisogna adeguare anche i titoli più nobili: la ministra, la deputata, la presidentessa, ecc. ma sarà un lavoro molto lungo e la nostra lingua non è pronta per tale evoluzione".

La Divina Irina

A 13 anni voleva diventare ballerina, e per questo dal Canada va a Londra. Poi, complici un ginocchio rotto e l'incontro con l'eterno cattivo ragazzo del rock Pete Doherty, la sua vita e la sua carriera prendono il volo verso un'altra direzione.

Oggi la bruna ventiseienne Irina Lazareanu, origini rumene e lineamenti spigolosi e acerbi da ragazzina sempre troppo magra, è icona della moda, musa di monsieur Karl Lagerfeld e aspirante cantante( anzi già effettiva....).Look ispirato agli anni Sessanta e Settanta, frangia pesante e tagliata, sigaretta sempre accesa, Irina è cercata e rincorsa dalle maggiori maison di moda del pianeta, che la lanciano in passerella noncuranti dell'abissale differenza fisica che intercorre tra la Lazaraenu e le stangone super top del momento.
Ha iniziato a calcare le passerelle grazie ad una madrina di eccezione, Kate Moss, di cui viene considerata l'erede e che ha sostituito (per poco) nel cuore di Doherty.

Proprio la Moss, le consiglia di fare la modella e la sceglie come testimonial per la sua linea di abbigliamento per Topshop.

Lei sgranocchia cioccolato, assicura di vivere in un mondo fatato fatto di poesia e musica e assume un atteggiamento dolce, gentile e scansonato, davvero lontanissimo dai clichè comportamentali delle sue, anche meno blasonate, colleghe di passerella.
Atteggiamento sbagliato? nooo.....
Scelta azzaccatissima invece.Perchè lei non è alta, non è canonicamente bella, non è formosa, non ha il visino da cerbiatto e nemmeno le gambe da giraffa... ma è affascinante come poche, perche affronta la passerella con piglio sicuro e con quell'espressione sempre un pò divertita e leggera, quasi a dire: " ma io che ci faccio qui? ma si, chi se ne frega? divertiamociiiiii....!!!!"
E ci riesce benissimo, perche è una vera e propria calamita per gli sguardi...

Affronta a piene mani un tour con i babyshambles di Doherty e dall'incontro con Sean Lennon, sia professionale che coniugale( si dice...), viene fuori una produzione a quattro mani del suo primo album"Some Place Along The Way", ispirato al folk di Bob Dylan e Neil Young...
e come prima esibizione dal vivo non può che scegliere, sposnsorizzata e sostenuta dall'amico e mecenate Karl Lagerfeld, un defilé di Chanel...

Insomma, moda e musica....sempre più a braccetto, a volte, addirittura, si fondono insieme.....

A noi Irina piace!

Otranto, un laser salverà il mosaico


Il mosaico pavimentale della cattedrale di Otranto, antesignano della cappella Sistina, ritroverà lo splendore perduto grazie alle più sofisticate tecnologie oggi a disposizione di restauratori e architetti.
l progetto per restituire lucentezza e compattezza alle migliaia di tessere policrome che compongono l´opera, realizzata dal monaco Pantaleone nel XII secolo, è stato presentato ieri al castello svevo di Bari. Il più grande pavimento musivo d´Europa - oltre 600 metri quadri - l´unico fra quelli di epoca medievale ancora perfettamente leggibile, ha bisogno di costante manutenzione: il primo intervento di restauro, promosso dal Corpo reale del Genio civile di Lecce, risale al 1873; l´ultimo agli anni fra il 1987 e il 1991. Oltre all´inesorabile trascorrere del tempo che mette a repentaglio i tre alberi allegorici (della vita, della redenzione, del giudizio universale) custodi dell´intera storia della vita dell´uomo, c´è anche il calpestio dei fedeli che frequentano la cattedrale a peggiorare la situazione. Ed ecco che ancora una volta si rende necessario un lavoro di straordinaria manutenzione.
In collaborazione fra tutte le soprintendenze pugliesi e l´Istituto centrale del restauro, i lavori saranno realizzati a chiesa aperta, senza cioè chiudere il tempio e intervenendo settore per settore. La situazione - rilevano gli esperti - non è preoccupante, tuttavia alcune fessurazioni del tappeto spingono a un intervento preventivo che sarà attuato con l´impiego di un laser scanner in dotazione all´Istituto centrale del restauro. Il rilievo fornirà la misura oggettiva dello stato di conservazione del pavimento e delle sue alterazioni, oltre alla possibilità di verificarne l´evoluzione. Percorsi specifici ed eventuali aree interdette al passaggio contribuiranno a rendere visibile l´opera, ma allo stesso tempo a tutelarla. Il restauro, per il quale non è stato fissato una scadenza, si avvale del contributo di Banca Carime. A sorvegliare sui lavori, diretti dall´ingegner Attilio Maurano e dall´architetto Marcello Benedettelli, due comitati: quello promotore, del quale fanno parte il direttore regionale dei Beni culturali, Ruggero Martines, l´arcivescovo di Otranto, monsignor Donato Negro, e il presidente di Ubi-Banca Carime, Andrea Pisani Massamormile, e quello di indirizzo e garanzia, composto fra gli altri dallo studioso Michele D´Elia.

L'espresso.

sabato 17 maggio 2008

Poliedrica Nannini


















Il National Centre for Contemporary Arts di Mosca ha presentato Il Terzo Paradiso, installazione/evento che coniuga linguaggi differenti ma affini e spesso contaminati tra loro: arte visiva e musica.
L’iniziativa in questione coinvolge due tra i principali e noti protagonisti della cultura italiana e internazionale: Michelangelo Pistoletto e Gianna Nannini.
Il Terzo Paradiso, che ha conosciuto più edizioni -toccando la Fondazione Orestiadi a Tunisi, San Servolo (Venezia) per l’edizione 2005 della Biennale di Venezia (a cura di Achille Bonito Oliva) e a Milano presso bunKerart a cura di RAM-, in questo nuovo appuntamento si è ampliato.
Cos'è il terzo Paradiso? Lo stesso anziano artista Michelangelo Pistoletto lo spiega in modo molto chiaro. C'è un primo paradiso, il paradiso terrestre, l'eden, il luogo-non luogo in cui tutto si può avere e in cui l'uomo promordiale viveva in uno stato di incosciente beatitudine. C'è un secondo paradiso, quello creato dalla scienza e dalla tecnica negli ultimi due secoli: è il mondo delle scoperte scientifiche, della medicina che promette prospettive di vita eterna, della tecnica che da all'uomo moderno ogni tipo di benessere materiale.
Pistoletto aggiunge:"Il pericolo di una sempre più imminente tragica collisione fra queste due sfere è ormai annunciato in ogni modo. Ed è per evitare di proseguire verso questo catastrofico avvenimento che si deve concepire il progetto globale che chiamo Terzo Paradiso. (...) Il riferimento biblico non ha finalità religiose ma è assunto come messaggio per dare senso e forza al concetto di trasformazione sociale responsabile e motivare un grande ideale che unisce in un solo impegno l’arte, la scienza, l’economia, la spiritualità e la politica.”
La mostra è stata realizzata dal National Centre for Contemporary Arts di Mosca e da RAM, Radio Arte Mobile di Roma (www.radioartemobile.com; www.soundartmuseum.net; www.radioartemobile.it) e con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura a Mosca. Per l’occasione il National Centre for Contemporary Arts di Mosca ha pubblicato un catalogo con i testi di Leonid Bazhanov, Achille Bonito Oliva, Angelo Capasso, Margherita Hack, Boris Yuhananov, Alberto Di Mauro, Viktor Misiano, Gianna Nannini, Vitali Patsukov, Elena Petrovskaja, Bruno Racine.

IL COLORE VIOLA


Pensieri viola

Bagliori viola

Purple rain,

Sfumature lucenti di un profondo “melanzana”

…ma porta sfortuna?

Non più!

Il Viola quindi da colore da evitare a vera e propria nuance feticcio per questa estate.

Il colore viola tenta di unificare la conquista impulsiva del rosso e la dolce sottomissione del blu, rappresenta dunque l'identificazione.
Il colore viola é il colore dell'arte, della fantasia, del sogno.
Il colore viola emerge frequentemente nei disegni dei bambini.
Rappresenta l’urgenza di esprimersi…e quindi chi meglio degli stilisti incarna alla perfezione lo spirito del perenne peter pan, che vive in un mondo tutto suo di sogni e mistero ed è dunque pronto a creare “abiti da sogno” per adulti che hanno ormai perso l'ONIRICA MAGIA dei fanciulli?

In effetti, sono davvero tanti i fashion designer che hanno accolto a braccia aperte il colore del mistero e della sensualità per eccellenza nella propria palette ...vediamo alcune proposte per un’ estate all’insegna del
purple touch:

Alberta Ferretti, vera e propria sognatrice, infonde un'aura di incanto a questa tunichetta quasi senza tagli, priva di una vera e propria costruzione...è libera, leggera, un violetto dolcissimo...quasi spirituale....

















Ennio Capasa per Costume National, forte di una lunga esperienza "zen-costruttivista" da yamamoto, disegna questo geometrico e lineare vestitino,in un tessuto che lui stesso ha voluto definire tecno-naturale, stretto in vita da una cintura in pelle nera...tutto è calibrato, puro , avvolgente, quasi un micro caftano di ispirazione "indiana" , ma il tutto è molto forte grazie all'intensa sfumatura Viola adottata...














Anche il terribile e scansonato Jean Paul Gaultier per Hermes si lascia stregare ed incantare dai sari indiani, e propone un bellissimo abito lungo, fluttuante e mosso da panneggi su più livelli, che regala al corpo una nota di mistero tutto esotico, mistero accentuato dal viola che ricorda la profonda luce delle pietre preziose di queste terre lontane....












Molto più scuro e notturno , quasi nero e occulto è il viola di questa gonna in seta, pezzo di vera haute-couture, proposta da marc jacobs per Louis Vuitton, ricoperta di tulle e impreziosita da strass...














Quei cattivoni di Dean e Dan arricchiscono la loro "modaiola" collezione con questa macro tunica-caftano di chiffon ultra trasparente, di chiara ispirazione anni 60, e la fanno andare in passarella su una modella che intepreta una ricca signora vagamente alticcia, un pò sboccata (sarà una ricca ereditiera alla Paris Hilton?) e barcollante, che luccica, grazie alle bordure di maxi cristalli, avvolta in un giocoso viola ametista che, se possibile, aumenta l'aura torbida e sensuale della creazione....











...quindi per questa estate, a tutti i bambini sognatori e "artisti"....che ognuno scelga il suo viola....



Alla fiera del politicamente scorretto

Con le voci del Trio Medusa... la storia vera di tre ragazzi canadesi a cartoon, macellai di giorno, rockettari di notte...parlano di cacca e di piscio...e le donne sono mostruose. Negli Usa hanno un gran successo tanto che, quando decisero di bloccare la serie, indissero una raccolta fondi per farla continuare. Su All Music ogni mercoledi alle 22. Buona visione

giovedì 15 maggio 2008

La differenza tra ciò che è bello e ciò che piace!


Ora come ora la bellezza non è determinante ai fini del giudizio estetico! Nel soggettivismo di oggi c'è tutto ciò che esprime la crisi dell'arte contemporanea. Si può dire che l'orinatoio capovolto di Duchamp sia bello? O che la dodecafonia di Schoenberg sia bella? No. Si può dire l'orinatoio di Duchamp mi piace... Il Novecento è un secolo che ha massacrato tutto ciò che è forma bella e ora la crisi dell'arte è il frutto maturato da raccogliere. Manca l'educazione alla bellezza... l'educazione scientifica ha dissolto l'educazione estetica e la ricerca del bello, della bellezza, che oggi presenta tratti archeologici e grotteschi. L'assenza dell'educazione estetica induce a dire che il bello è ciò che piace... ovvero, ora piace ciò che è brutto. Esiste ora come ora una sacralità nell'arte? Un emozione?
Nel Novecento esiste quella dimensione dell'arte tanto ricercata nel Rinascimento che funge anche da ponte dialogico tra chiesa e artista? Esiste quella ricerca di profondità, la ricerca del Sacro nell'arte, o almeno, può esistere nell'arte contemporanea dove la figura viene abbattuta a favore del simbolismo delle forme non forme?
Non saprei darmi una risposta... ma saprei citare un esempio di arte contemporanea profonda che mi ha letteralmemte stregato: un metrocubo di infinito!
Un' opera di Michelangelo Pistoletto del 1966 che trasforma l’arte nel punto di riferimento centrale. Una scatola dove gli specchi interni si riflettono l’uno nell’altro, creando un’estrema molteplicità. Il carattere segreto dell’infinito allude alla dimensione spirituale della creatività: a ciò che l’uomo non può vedere, ma che può immaginare.
L’opera è un simbolo importante di una visione che dà valore alle differenze, riunendole al contempo in un incontro rispettoso... dove la sacralità continua nella sua intenzione di destare l'emozione e di essere flusso continuo nell'arte e nel pensiero, nell'immaginario.

mercoledì 14 maggio 2008

Ricordi


Questo è quello che per me rimane di uno dei più bei pezzi di moda mai creati. Un abito leggerissimo, dettagliato, impalpabile, strutturato nei minimi particolari. Il ricordo della grande maestria di Valentino, che spero possa continuare nelle mani di Alessandra Facchinetti, magari in maniera più fresca, ma sempre con grande proprietà sartoriale!
Volevo condividerlo con voi!

martedì 13 maggio 2008

Darfur, Nadia Plesner e la borsa Louis Vuitton.


“Simple Living” è la campagna a favore del Darfur che l’artista Nadia Plesner sta portando avanti da qualche mese. Come si vede dall’immagine è ritratto un bambino con un cagnolino e una borsa simil-Vuitton, realizzata per dare visibilità ad un problema che ha meno attenzione di un accessorio di un personaggio famoso. La vendita del poster e della t-shirt saranno donati alla fondazione “Divest for Darfur”. L’illustrazione sta provocando problemi all’artista. Infatti si riferisce in modo piuttosto evidente alla starlette Paris Hilton e alla casa di moda francese. La Vuitton, credo a salvaguardia della propria immagine e per l’uso non corretto del suo marchio, ha chiesto in febbraio alla Plesner di interrompere la campagna perché ritiene che il suo marchio sia stato utilizzato nell’illustrazione. A questa lettera l’artista ha replicato con una sua avvalorando la libertà d’artista e il fatto che il suo disegno non si riferisce a Vuitton e il marchio non viene mai citato. La sua è un’opera che si ispira a tutte le borse di moda. La Vuitton dai toni pacati, visto l’atteggiamento dell’autrice, è passata alle vie legali chiedendo un danno di 5.000 euro al giorno se la campagna non verrà interrotta.

Miuccia Prada colpisce ancora!!!


E' la prima al mondo, assieme a Miss Wintour, che indossa i nuovi tubini di Prada in pizzo, quelli presentati da Miuccia alla sfilata dello scorso febbraio della collezione autunno-inverno 2008-09. La diafana Tilda Swinton, da sempre icona d'eleganza ma generalmente affezionata allo stile Jil Sander, ha esibito l'abito nella tonalità mastice al gala del Costume Institute del Metropolitan di New York. L'abito, in realtà, sarà nei negozi Prada intorno alla fine di giugno. E c'è da giurare che ci sarà la coda per acquistarlo. Purtroppo? Mah!

lunedì 12 maggio 2008

Sinha Stanic: talenti in erba


Fiona Sihna è per metà a indiana e per metà inglese, Aleksandar Stanic è invece croato. I due sono nati nel 1979 e formano un sodalizio creativo dai tempi della Saint Martin’s dove hanno studiato negli stessi anni. Hanno fondato la griffe nel 2004 vincendo in quell’anno il concorso Fashion Fringe per designers emergenti. Oggi sono prodotti dal gruppo italiano AEFFE. Fautori di una moda dai tagli decisi, amano le zip sulle giacche biker, le minigonne bianche asimmetriche, le silhouette avvitate, i pantaloni neri affusolati.
Silhouette rigorosa, tagli puliti, volumi geometrici: così veste la donna del futuro, una specie di samurai metropolitana che affronta la giornata in abiti-armatura costruiti con tessuti metallizzati, jersey consistenti, lane sostenute. I caban come i pantaloni, i miniabiti come i giacchini scendono "a piombo" e la loro evidente verticalità, che allunga la tua figura, è accentuata dalle chiusure zip, dai colli a guru, da sottili nervature. È una nuova versione del minimalismo, da interpretare anche senza gli accessori, soprattutto quando i ricami e gli inserti laminati interrompono l'assolo dei neri, dei grigi, dei cammello.
Mai senza: le décolletée dalla punta arrotondata, con superzeppa e superplateau.
Una fiera di talenti per l'universo londinese, stelle brillanti per illuminare le volte celesti della moda.

sabato 10 maggio 2008

10 MAGGIO 1933...NAZICAVOLATA!


Il 10 maggio del 1933 i nazisti bruciano, a pochi metri dell'Accademia dell'Arte di Berlino, migliaia di libri scritti da ebrei e da intellettuali contrari al regime di Hitler. Non solo lì, ma ovunque in Germania, migliaia di persone applaudono ed esultano mentre testi di Erich Kaestner, Sigmund Freud, Karl Marx, Kurt Tucholsky e molti altri vengono gettati nelle fiamme dagli studenti. Vergognosa pagina della nostra storia europea, ma coglierei l'occasione per consigliarvi un libro...uno dei più belli ed avvincenti che io abbia mai letto: Fahrenheit 451 di Ray Bradbury. Leggetelo. Grazie.

BUON COMPLEANNO MAESTRA!


OGGI MIUCCIA COMPIE 59 ANNI!!!

venerdì 9 maggio 2008

TENTAZIONE MIU MIU


Tempo fa, sarà stato tra marzo e aprile, passeggiavo per le strade di Lecce. Solito giro. Solite vetrine. Solita vanità. Quando all'improvviso mi sono ritrovato davanti a quest' abito. Quello nella foto qui a sinistra: un costume di Carnevale per il mio ragazzo...niente di particolare per il mio amico...invece a me è piaciuto da subito. Seta o raso di ottima qualità, corto quanto basta, giovane e moderno, triste ironico e francese quanto serve e poi, ovviamente, disegnato da Miuccia o da chi per lei. Cosa volere di più dalla vita? Ecco, forse ho esagerato un pò quando ho pensato tra me e me che se fossi stato ricco a sufficienza lo avrei comprato e lo avrei tenuto in una teca in salotto...ma, come dice la Signora: "Viviamo in un'epoca di profonda decadenza: l'unico antidoto alla crisi dilagante nella nostra civiltà è rimasta la fantasia unita alla capacità di sognare".
Perciò, vi invito all'intera collezione: sarà un pò come veder ballare in un teatro parigino delle passeggiatrici in un qualsiasi giorno di Carnevale... ma, vi assicuro, l'effetto finale non vi deluderà!

mercoledì 7 maggio 2008

Test dell'età mentale!

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martedì 6 maggio 2008

Cos'è un Litopedio?


Cos'è un litopedio?
Qualcuno di voi si sarà mai chiesto cos'è un litopedio? No? Neanch'io fino a ieri sera davanti ad una puntata di Nip and Tuck.
Questa roba qui accanto è un litopedio.
Dal greco: bambino di pietra!
In medicina è la calcificazione e pietrificazione del feto nelle viscere materne, frequente in caso di gravidanza extrauterina, o comunque di gravidanza portata quasi a termine.
Fin qui potrebbe essere tutto normale se non ci si mette a pensare... ma quanto tempo occorre alla materia organica per calcificarsi e poi pietrificarsi?
Fino a quando non si viene a conoscenza di casi come un litopedio scoperto durante l'autopsia di una novantaquattrenne che se lo portava in grembo da quarantasei anni senza saperne nulla.
Bambini di pietra li chiamano, con la pelle fatta come di alabastro... addormentati per sempre nel grembo di chi ignora la loro esistenza, per anni e anni cullati dal passo dondolante di una madre che non avverte il figlio che si chiude in un bozzolo fatto di pietra.

lunedì 5 maggio 2008

Narciso Rodriguez


Forse sarebbe il caso di dire "I love Narciso Rodriguez".
Festeggia i suoi 10 anni di attività con una collezione che racconta la sua storia di stile. Minimalismo ed eleganza che ruotano intorno al tema centrale del nero. La collezione è composta da 20 pezzi selezionati dalle passerelle dal 1998 ad oggi, e riproposti esattemente nella loro versione originale.

Designer cubano-americano, classe 1961, Narciso Rodriguez è nato e cresciuto in New Jersey ed è passato alla storia per aver realizzato il vestito da sposa di Carolyn Bessette, la fidanzata e moglie di John Kennedy Junior nel 1996.
E' il gruppo tessile italiano AEFFE a decidere di produrre una linea con il suo nome che viene presentata per la prima volta a Milano nell’ottobre del 1997 (collezione primavera-estate 1998). Piacciono il suo rigore, le linee pulite, una nuova idea di glamour fatta di eleganza e semplicità: un modern-chic che ha funzionato
sin dal principio.

Un piccolo assaggio di eleganza e ricerca, una ventata di aria fresca e pulita, lontana dalle "pesantezze rinascimentali" che la maggior parte dei couturier italiani e francesi, quelli che il solo nome fa paura, si portano dietro come uno strascico che a volte diventa pesante.
Non è vero che la moda newyorkese e londinese perde di genialità e fantasia di fronte ai mostri sacri di Francia e Italia.
A volte è difficile staccarsi dalla propria abitudine, dal non voler guardare al di là del proprio naso... ma a volte serve e si deve fare... se questo porta a scoprire tesori e perle rare, maestri innamorati della bellezza, come un Narciso... come Narciso Rodriguez.

I love Narciso Rodriguez!

Focus on... Christofer Kane and Central St Martins School of Art.


È ANCORA TEMPO DI CENTRAL ST MARTINS SCHOOL OF ART?
La prestigiosa scuola britannica mantiene il primato mondiale nella produzione di giovani fashion designer.
La Central St Martins School of Art, nata nel 1989 dalla fusione di St. Martins School of Art, fondata nel 1854, e di Central School of Art & Crafts, fondata nel 1896, oggi la più grande scuola di arte e design di tutta Gran Bretagna. Ogni anno 59,228 aspiranti designer, artisti, grafici o giornalisti fanno domanda presso la scuola sperando di essere fra i prescelti, 240,000 ricercatori vengono a curiosare nelle sue biblioteche storiche, 25,000 persone tra galleristi, headhunters e giornalisti internazionali attendono gli show e le mostre di fine anno.
All’inizio degli anni Novanta la competizione tra gli studenti in lista di attesa per l’ammissione era ancora feroce: tutti gli aspiranti venivano ridotti, in base al curriculum scolastico, della metà, ad un numero di circa 3000 unità, poi cominciavano i colloqui preliminari: un collegio di insegnanti valutava gli aspiranti sulla base delle motivazioni e della predisposizione per la specializzazione prescelta.
Sembra che parecchi candidati arrivassero al paradosso di voler mostrare la propria creatività indossando abiti eccentrici durante il colloquio, per poi cambiarsi alla fine di questo. Il numero degli studenti ammessi nel 1990 fu dell’ordine di 60 unità; tra questi si ritrovano artisti quali: Antonio Berardi, Matthew Williamson, la stylist Katy Grand, l’editor Grace Cobb (Wonderland Magazine), Russell Sage, Stuart Stockdale e il responsabile per i cambiamenti iniziali nella casa di moda Pringle Robert-Carey Williams. Negli anni precedenti e immediatamente successivi Giles Deacon, Hussein Chalayan, David Kappo, Tristan Webber, Alexander McQueen, Clements Ribeiro, Eley Kishimoto, Stella McCartney, Phoebe Philo, Fabio Piras, Lutz e Luella Bartley, Sophie Kokosalaki e ancora la cantante Sade, Paul Smith, Katharine Hamnett, classe 1970, e infine Rifat Ozbek, nel 1976. Un elenco di tutto rispetto che, nel campo della moda, rappresenta un punto di arrivo per tanti giovani artisti della scuola britannica.

Nel 1983 si è diplomato uno studente che avrebbe dimostrato immediatamente un talento fuori del comune, John Galliano; la sua tesi, la collezione “Les Incroyables”, che rappresentò una metamorfosi tra la scuola d’arte ed uno spaccato di vita della Rivoluzione francese, ha trasmesso emozioni entusiasmanti riportando in vita i tessuti e riscrivendo le regole dei capi sartoriali. La storica boutique “ Browns “ di Salt Molton street di Londra, per la prima volta nella storia, dedicò le sue vetrine alla collezione di uno stilista neolaureato.

Dieci anni dopo, questo fatto prestigioso si ripetè in occasione della presentazione della collezione del laureando Hussein Chalayan. Per questo motivo le aspettative nei confronti dei neolaureati di Central St. Martins rimangono sempre molto alte; e, anche quest’anno, le sfilate di fine corso hanno presentato spunti di grande interesse.

L’ultimo show dei partecipanti ai Master degree nel febbraio scorso, presentato al Natural History Museum di Londra, ha dimostrato che anche esperienza e professionalità sono doti comuni presso gli studenti dei corsi post laurea. Il ventitreenne Christopher Kane, originario di Glasgow, è stato già premiato con la Harrods Award come migliore stilista dell’anno. Kane si è ispirato ad una figura di donna forte, determinata e potente quale potrebbe essere Donatella Versace. La collezione ricorda l’artista Madonna negli anni‘90, nel film “Desperately seeking Susan”, abitini corti, attillati e colorati in pizzo stretch, con il tocco di stravaganza che Gianni Versace iniettava nelle sue collezioni. Il successo per Kane è stato istantaneo, ha interessato numerose case di moda internazionale, tra le quali la casa Versace con la quale attualmente collabora per la collezione Couture.Secondo la stylist Haidee Findlay Levin, intervistata da Glamour, Christopher Kane è, insieme al belga Bruno Pieters, lo stilista del futuro. Astro nascente della moda inglese, Kane è in realtà scozzese. Nato il 26 luglio del 1982, non ha ancora compiuto 25 anni. Fresco di studi, si è diplomato alla Central Saint Martins di Londra nel 2006. Nel suo curriculum un’importante consulenza nel 2006 da Versace per il prêt-à-porter, la Couture e gli accessori. Donatella Versace ed Anna Wintour (Direttore di Vogue USA) sono tra le sue sostenitrici più accese. La sua moda, grintosa e sartoriale al tempo stesso, è fatta di mini-robe di pelle nera a ruota, top aggressivi, cappotti di fustagno color ruggine, qua e là abiti in lamé argentati (autunno-inverno 2007-08 presentata a Londra). Qualcuno ha definito il suo stile sperimentale una strana combinazione contemporanea che riesce a miscelare Azzedine Alaia e Romeo Gigli. Kane ha debuttato sulle passerelle londinesi con la collezione p/e 2007 giocata su abitini fascianti e fluo nei toni del giallo e dell’arancio effetto evidenziatore “Stabilo-boss”. Interessante anche il gioco di ruches e gli inserti di pizzo.
Si sente troppo poco parlare di Christopher Kane...l’essenza della seduzione costruita attraverso l’essenza dello stile. Della sua ultima sfilata si dice: "Un lavoro certosino e magistrale fra knitwear e haute couture. Una collezione superba, da vedere e rivedere. Che fa bene sperare sul futuro della couture".
Quindi Italia e Francia cominciate a tremare... arrivano i grandi talenti americani ed inglesi.

domenica 4 maggio 2008

BOICOTTATE DORIS LESSING!!!



Vi consiglio vivamente di non acquistare l'ultimo romanzo di Doris Lessing!
Forzato, monotono e ripetitivo, pretenzioso. Forse inutile.
Ma, poichè è giusto che sappiate di che cosa sto parlando, butterò giù due righe sintetiche e doverose...

Nell' introduzione al suo ultimo romanzo "Una comunità perduta" Doris Lessing confessa la sua fonte d' ispirazione: un articolo scientifico in cui si ipotizza che la stirpe umana sia stata all'inizio solo femminile, mentre i maschi si sono evoluti più tardi "come un' aberrazione genetica", con tutte le conseguenze non sempre positive che il loro arrivo abbia potuto portare.
Una nuova versione, forse l'ennesima, della più antica delle storie, l'inizio della specie umana: un Eden naturale abitato da una popolazione esclusivamente femminile nella immaginifica descrizione di due tribù neanderthaliane come un viaggio mitico nell'innocenza ai primordi dei tempi e, insieme, una versione ancestrale e riconoscibile della nostra società. Il lettore è guidato da un narratore, un senatore della Roma imperiale, intento a consultare documenti considerati esplosivi...ma che poi, in realtà, non esploderanno mai.

LO SAPEVATE CHE...



Lo sapevate che il simbolo del P.C.I. è stato disegnato da Renato Guttuso?

PIACERE GIANNA, PIACERE FABRI...

Lui è Fabri Fibra. Lei è Gianna Nannini.
Lui è salito sul palco di lei durante i concerti di Milano, Firenze e Siena, chiamato a rinnovare l'inciso rap di RadioBaccano.
Lei ha ricambiato il favore prendendo parte all'ultimo lavoro di Fibra, In Italia.
Il risultato ve lo lascio immaginare.
Anzi no...ve lo faccio ascoltare.

venerdì 2 maggio 2008

Quando la pubblicità diventa opera d'arte

Libro del mese. Il dettaglio: la pittura vista da vicino ( Daniel Arasse ).


Per la critica tradizionale, a partire dal Rinascimento l'opera pittorica è stata concepita per essere guardata a distanza. Dalla distanza "ragionevole" si vede, e si apprezza, compiutamente la bellezza e l'armonia dell'insieme. Arasse ha smontato il principio della distanza classica in pittura. Ha dimostrato che dentro l'ordine generale di ogni quadro, dentro l'insieme della composizione, s'annidano dettagli che sfuggono a quest'ordine, e che arrivano a sovvertirlo e ad annullarlo. Queste piccole parti del quadro vengono percepite soltanto se si guarda da vicino. Dalla distanza ravvicinata si colgono gli elementi "segreti" del quadro, quelli a cui il pittore ha affidato il suo messaggio, quelli che riservano le "vere" occasioni di godimento della pittura. Attraverso la visione ravvicinata di Arasse, molti capolavori a tutti noti, e da tutti ripetutamente visti, si scoprono come "inediti", visti per la prima volta. Improvvisamente, attraverso un dettaglio, spunta una nota ironica, o un'allusione erotica, in un dipinto d'argomento sacro. Oppure affiora l'intento di forte critica politica, o la testimonianza umana ed esistenziale, in un quadro apparentemente convenzionale, a destinazione "ufficiale". O, infine, mediante il trattamento del dettaglio, il pittore può rivelare le sue più autentiche scelte stilistiche, la sua "idea" dell'arte.

Moda Quiz

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UN AMORE SENZA TEMPO


Tratto dal pluripremiato romanzo di Susan Minot "Un amore senza tempo" racconta la storia di Ann Grant Lee che, bloccata a letto da un tumore in fase terminale, ricorda gli episodi salienti della sua vita, a cominciare dall'incontro con l'amore più importante della sua vita, avvenuto in occasione del matrimonio della sua migliore amica, avvenuto molti prima su un'isolotto del Maine. Tra sogno, ricordi e realtà, la donna ne approfitta per fare un bilancio della sua vita…

La critica cinematografica esordisce con: "affidandosi troppo ai nomi in campo e poco alla sceneggiatura, piatta e poco originale, confeziona un film rigido, di scarso spessore emotivo, incapace di coinvolgere lo spettatore e privo di mordente. Nessuna delle attrici coinvolte dà il meglio di sé e se l'intento era quello di replicare classici "all women" come Fiori d'acciaio o Crimini del cuore, il risultato finale è davvero insoddisfacente".

Ecco, un classico esempio di come un film intenso possa essere buttato giù con quattro parole. Associare un film come "Un amore senza tempo" a film come fiori d'acciaio o crimini del cuore lo riterrei abbastanza azzardato. E cosa significa film alla women? Basta un cast di importanti nomi femminili a fare un film alla women?
Il film è una commistione tra realtà e fantasia, tra esoterismo e razionalità; la prosaicità di alcuni tra i personaggi principali è immersa in un mondo parallelo, di figure luminose, di mutismi, di spiriti, di visioni.
Forzate, si, è vero, ma alla Isabel Allende. Forzature poetiche, quasi eccezioni, che liberano il film dalla narrazione pesante introducendolo in una dimensione rarefatta e onirica. Di visioni appunto, che vanno al di là dell'umana comprensione. Una luce che si estende anche fuori della pellicola, la quale rappresenta solamente un veicolo tra questa storia fantastica e il fruitore, tra il mondo reale e quell'amore senza tempo.

Penso che a volte il cinema necessiti di un cuore grande e disposto ad accettare tutto ciò che esso è in grado raccontare, senza fermarsi alla sola fotografia, alla sola regia, alla sola abilità narrativa. E se il cinema in questione lascia spazio a delle nuove domande, a delle nuove introspezioni, a nuove lacrime... beh, quella storia raccontata è quella che si aspettava da tempo!