domenica 23 novembre 2008

Holbein, il teschio e l'anamorfosi


Questo quadro, conservato alla National Gallery di Londra, rappresenta due ambasciatori francesi, un gentiluomo e un vescovo, ritratti a grandezza naturale, davanti ad un tavolo su cui sono sparsi vari simboli massonici e alchemici: una squadra, un compasso, vari orologi, un astrolabio, libri, un liuto, un goniometro, che rappresentano fra l'altro le arti del quadrivio (musica, aritmetica, astronomia, e geometria).

Venne realizzato da Hans Holbein nel 1533 in occasione della visita di George de Salve - diplomatico presso la Santa Sede e poi a Venezia - all'amico Jean de Dinterville, ambasciatore francese a Londra.

Il pavimento è quello dell'Abbazia di Westminster. E il quadro, oltre ad essere una allegoria delle arti, è un capolavoro di prospettiva, assoluta.

Ma c'è quella stranissima macchia allungata che si profila nella parte bassa del quadro, proprio sotto il pavimento.

Qualcuno di voi riesce a capire di cosa si tratti?

Quella macchia, se si cambia la prospettiva, e si osserva il quadro di taglio, di lato, dalla posizione coincidente con la mano sinistra del vescovo, rivela una grande sorpresa: un teschio piuttosto terrificante.



Questo quadro è il prototipo della cosiddetta tecnica anamorfica.

La capacità cioè di ritrarre immagini nascoste, sfruttando le stesse leggi della prospettiva.

Il significato di questa opera così enigmatica è piuttosto sottile: in mezzo ad ogni attività umana, in mezzo alla gloria degli ambasciatori, in mezzo ai loro costumi potenti, ai loro alambicchi, e al loro essere indaffarati nei destini del mondo, c'è sempre e soltanto la morte.

3 commenti:

byb ha detto...

i teschi, accompagnano spesso il mondo dell'arte, specie della pittura.
tutto è vanità!
in questo caso, è "enorme", e anamorfico, in molti altri casi è in giro quasi per caso: un fermacarte, un gradevole sopramobile, etc... specie nei quadri con soggetti maschili.
in quelli femminili la morte, è invece di solito rappresentata dai fiori, spesso rose, che stanno già sfiorendo.
e perfino nelle nature morte con frutta, la scelta di ritrarre frutta "troppo matura" può a volte essere un rimando alla morte.

quindi mi resta incomprensibile il perché di questa tecnica, in questo quadro: perché nascondere un soggetto tutt'altro che raro?
a meno non sia una pura dimostrazione di abilità impressionante.
vanità?

ribaldo ha detto...

Mi ricordo che quando l'ho visto ci ho messo un bel po' per capire che cosa fosse. Questo per dire che il " tempo di percorso" dello sguardo ha forse un'importanza fondamentale.
Tutto il tempo di "attesa e tensione della scoperta" fa secondo me aumentare di parecchio l'impatto psicologico che l'immagine ha sullo spettatore, una volta che, con sgomento, ha scoperto l'arcano...
Forse è un ragionamento un po' lambiccato, ma a me nessun'altro "memento mori" ha fatto un'impressione simile!

Anonimo ha detto...

L'anamorfosi è già una tecnica utilizzata da Leonardo... e non serve assolutamente a nulla se non a dimostrare competenze nel ccampo dell'ottica e delle rifrazioni luminose. Il quadro in questione di Holbein il giovane è un ricettacolo di simboli e citazioni... il pavimento è una citazione di Westminster... e potremmo continuare per ore e ore